Comunicazione


OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl corso è tenuto da CLAUDIO VITALI che si  occupa di formazione e sviluppo delle risorse umane dal 1979, operando fino al 1990 all’interno di grandi aziende e successivamente in qualità di consulente free-lance; ha al suo attivo interventi di formazione sul comportamento organizzativo pari a circa 20.000 ore di aula e interventi personalizzati di carreer counseling pari a circa 6.000 profili individuali. Depositario dei marchi Formazione Attiva e Brain Walking e ideatore nonché animatore dei relativi format, è pervenuto alla conclusione che l’azione formativa svolta nel quadro di contesti naturali ampi e gratificanti riesce ad accelerare i processi di apprendimento. È istruttore della SINW. Vive e lavora tra Roma e la Val di Fiemme.

C’è chi dice che la comunicazione è tutto, c’è chi pensa che dedicare tempo alla formazione sulla comunicazione sia inutile o superfluo; probabilmente la verità è nel mezzo: tutti infatti sanno mandare dei messaggi, dire delle cose ad altri, spontaneamente, naturalmente. Questa convinzione è comprensibile, ma può essere pericolosa, perché semplifica una realtà che, osservata da vicino, non appare affatto semplice. È certamente vero che tutti sanno parlare, ma non è altrettanto vero che tutti sanno come parlano, ed è ancora meno vero che tutti sanno come ascoltano.

Da qui nascono molti fenomeni di incomprensione, disappunto, rifiuto, che normalmente vengono attribuiti all’incapacità dell’altro di ascoltarci o di parlarci. E poiché anche l’altro attribuisce a noi le stesse incapacità, tutto ciò aumenta l’incomprensione, il disappunto ed il rifiuto iniziali, fino ad annullare la possibilità di comunicare. La comunicazione non è allora tanto spontanea, tanto naturale, tanto facile come potrebbe sembrare; vale la pena di analizzare questo fenomeno più da vicino.

Formare le persone a gestire quanto più efficacemente possibile la comunicazione significa entrare nel vivo dei rapporti personali e dei rapporti sociali. A livello di rapporti personali, la comunicazione è il filo che lega le persone; essa determina le amicizie o le inimicizie, gli accordi o i disaccordi, l’accettare o il rifiutare gli altri, l’allontanarli da sé o l’avvicinarli. In questo senso la comunicazione è essere in relazione con qualcuno con cui si ha uno scambio di messaggi.

Scambiare dei messaggi non significa solo trasmettere a qualcuno delle informazioni e riceverne altre, significa anche mettere in collegamento due personalità diverse. Questo vuol dire che due modi diversi di comportarsi, di agire, di pensare si incontrano o si scontrano; vuol dire anche che atteggiamenti, convinzioni e valori diversi si mettono a contatto.Ognuno cerca di dare all’altro un’immagine di sé, delle proprie qualità, capacità o del proprio potere; e cerca nell’altro una conferma della propria immagine, così come l’ha presentata.

È infatti la conferma degli altri che ci dà senso di sicurezza, di stabilità mentale e di crescita personale. Da questo punto di vista gli altri sono importantissimi perché da loro dipende la consapevolezza che ciascuno ha di se stesso, l’idea che ci siamo fatta di noi; proprio in quanto gli altri confermano questa idea. Se tale conferma non arriva, l’individuo diventa insicuro, instabile.

Quando due persone comunicano, insieme al processo appena descritto, avviene anche il processo inverso. Cioè, oltre a definire se stessi agli occhi dell’altro, si cerca di dare una definizione dell’altro ai nostri occhi. Si cerca di capire che tipo è, che cosa fa di interessante, che cosa di sgradevole, di affascinante o di minacciante. Soprattutto se è disposto ad accettarci, o ci rifiuta. Questa è la posta in gioco della comunicazione fra le persone; si va molto al di là del puro messaggio per arrivare al cuore dell’individuo.

Tuttavia non comunicano solo le persone, direttamente, ma comunicano anche i gruppi, le società, le organizzazioni. Che tipo di comunicazioni avvengono in genere nel contesto socio-organizzativo? Molte direttamente da persona a persona, altre attraverso dei canali (posta, telefono, social network, ecc.); alcune in uscita da passare agli altri, altre in entrata da registrare. Queste comunicazioni sono certamente delle relazioni tra persone, ma attenzione, tra persone che occupano posizioni diverse in un contesto organizzativo. Quindi, in ogni struttura esistente, la comunicazione è una relazione tra persone e, insieme, una relazione tra ruoli,dove ruolo è inteso come il modo di agire da parte di chi occupa una certa posizione all’interno dell’organizzazione.

Quando una comunicazione è ambigua, non chiara, quando porta ad un effetto diverso da quello desiderato, quando innesca in chi ascolta una reazione inaspettata, siamo in presenza di una comunicazione che non funziona. Spesso ciò che non funziona viene cercato nel contenuto del messaggio; quasi sempre, invece, ciò che non funziona va cercato nelle relazioni fra i due comunicanti, nei loro atteggiamenti. Purtroppo noi non conosciamo i nostri atteggiamenti, almeno non tutti; di solito conosciamo solo quelli positivi, gradevoli, accettabili; tutti gli altri, quelli negativi, che pure sono egualmente nostri, li attribuiamo all’altro comunicante, questi a sua volta usa lo stesso meccanismo con noi.

Le difficoltà di comunicare stanno quasi tutte qui. La capacità di comunicare allora in che cosa consiste? Nella disponibilità a riconoscere come nostri anche certi modi di comportarci che non ci sembrano immediatamente gradevoli e che, con forza, rifiutiamo di credere che ci appartengano.

Quanto fino a qui premesso, oltre a delineare l’ubi consistam del corso per Istruttori della SINW nonché a costituire una dichiarazione di intenti sulle finalità che lo stesso si propone, lascia intendere quali saranno i temi chiave che saranno toccati nei due giorni di esperienza formativa:

  • come ricercare la consapevolezza del proprio stile di gestione della relazione interpersonale
  • come porsi in posizione di ascolto attivo
  • come cogliere tutte le opportunità per scambiare feedback costruttivi
  • come valorizzare le situazioni conflittuali quali occasioni di miglioramento della comprensione reciproca
  • come evitare di cadere nelle trappole cognitive che inducono a trincerarsi nelle visioni pregiudiziali
Chiaramente detti temi non saranno trattati in quanto abilità assolute da acquisire ai fini di una chimerica perfezione comportamentale (facoltà riservata forse solo ai santi…) ma approcciati in termini relativi in quanto leve tendenzialmente mirate a rendere il ruolo svolto (Istruttore di nordic walking) quanto più possibile coerente con il contesto e la tipologia di interlocutori affrontati (la lezione, l’accompagnamento, le caratteristiche e le personalità prevalenti nel gruppo, ecc.); sotto questo profilo, essendo l’Istruttore sia leader che membro paritetico di un gruppo, il corso toccherà anche le problematiche relative allo stile di leadership e allo stile di membership.
 
Saranno due giornate piuttosto intense ma assolutamente non teoriche; la didattica si avvale della mia trentennale esperienza nella formazione al comportamento organizzativo manageriale e pertanto i concetti saranno trasmessi con tecniche attive: tolte le poche indispensabili concettualizzazioni che comporteranno un minimo di trasmissione a una via da parte mia, il grosso dell’esperienza formativa si fonderà su esercitazioni, simulazioni, discussioni guidate, tutte metodologie che valorizzeranno la risorsa-gruppo in modo da attivare un circuito virtuoso in cui ogni partecipante (con i suoi dubbi, con le sue esperienze, con la genuina messa in gioco di sé) diventi stimolo formativo per l’altro recependone al contempo segnali per il proprio automiglioramento nell’esercizio del ruolo di Istruttore. Molti momenti simulativi ed esercitativi del corso saranno svolti in soluzione outdoor.

QUOTA ISCRIZIONE: euro 120,00

Il corso è sviluppato su due giornate con orari dalle ore 08,30 alle ore 12,30 e dalle ore 14,00 alle ore 18,00